Nel tempo incerto che viviamo — fatto di cieli turbati, di terre ferite, di cuori dispersi — il Cantico delle Creature torna a fiorire come parola antica e potente e Vivere in Assisi, nella sua XIII edizione, in occasione degli 800 anni dalla composizione, ne vuole celebrare l’essenza profonda, quell’invito all’umanità a vivere in armonia, condivisione e rispetto reciproco.

Il manifesto 2025, a firma del Maestro Antonello Blandi, ne raccoglie l’intima vocazione.

Gangi in festa diventa un affresco vivente, un microcosmo francescano, ogni angolo una pennellata di gioiosa devozione, ogni parola un invito: Laudato si’, mi’ Signore… e in mezzo a questa danza di vita, san Francesco nella sua rappresentazione più conosciuta e amata, osserva. Il volto quieto e lo sguardo rivolto a quel cielo senza tempo, in cui il finito si fonde con l’infinito divenendo sfondo sacro da dove parlare d’amore mentre stringe tutti in un abbraccio corale.

Francesco ci insegna che essere umani significa essere parte, non centro. Che la vera grandezza è nel riconoscersi piccoli, nel lodare ciò che non si possiede, ma si contempla. E così, mentre “frate Sole” pare colorare la festa, il Cantico delle Creature si fa carne.

Francesco è di carne e di Luce, non è al di sopra del creato, ma dentro, è Creatura tra le creature, fratello tra i fratelli e il suo messaggio risuona forte: vivi senza possedere, ama senza misurare, canta tutte le creature.

La sua santità non separa, unisce. Non domina, si inchina. In lui, la carne non è ostacolo, ma via, la luce non è splendore, ma trasparenza.

Ed è proprio in quell’incontro tra arte, fede e comunità che si rinnova, ancora e ancora, il miracolo straordinario della fratellanza universale.

Maria Piera Franco